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mercoledì 19 giugno 2013  
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Nuovi progetti 2013
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Articoli e considerazioni dello Staff di Libera Cittadinanza.



Corso gratuito per Datori di Lavoro Domestico PDF Stampa E-mail
LC News

formazionegratuita_250.jpgQuante volte ci è capitato di rimanere interdetti quando la badante dei nostri genitori ci ha detto che quell'incarico "non le spettava"?

Quante volte ci siamo sentiti accusare di non aver pagato qualcosa di "dovuto"?

Quante volte abbiamo avuto la sensazione che non stavamo gestendo adeguatamente il nostro rapporto di lavoro domestico?

Se ci siamo trovati almeno una volta in una di queste situazioni, forse è arrivata l'ora di professionalizzare il nostro ruolo di datori di lavoro domestico.

Assofamiglie organizza per i propri soci e per i soci di Libera Cittadinanza Onlus e di A.N.L.I. un corso gratuito in tre sedute di un'ora e mezza ciascuna.

Se non si è soci di nessuna di queste organizzazioni, ci si può associare ad Assofamiglie al momento della partecipazione, versando la quota annuale di 10 euro.

 

Gli appuntamenti sono fissati per

Venerdì 1 marzo 2013  h. 18.00-19.30
Venerdì 15 marzo 2013  h. 18.00-19.30
Venerdì 29 marzo 2013  h. 18.00-19.30

presso l'aula corsi di Via Merulana 134 a Roma
(vicino a San Giovanni)

Contenuti del corso

Venerdì 1 marzo

  • Gli adempimenti obbligatori di inizio rapporto
  • Come si pagano e si quietanzano i corrispettivi versati
  • Come si calcolano ferie, tredicesima e TFR
  • La malattia, la maternità e i permessi.
  • Diritti e doveri dei lavoratori domestici

Venerdì 15 marzo

  • I contributi Inps ordinari e il contributo A.S.p.I.
  • Il PIN Inps: a cosa serve e cosa ci consente di fare
  • Il rischio di vertenza: come minimizzarlo
  • Le procedure nella gestione del contenzioso
  • Casi di contenzioso realmente avvenuti

Venerdì 29 marzo

  • Il Contratto Nazionale di Lavoro Domestico
  • Le richieste di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL e Federcolf
  • Cosa cambia

La partecipazione è limitata a 20 persone!
Prenotatevi presto!

Per prenotarsi basta inserire i seguenti dati:

 
Investiamo la politica PDF Stampa E-mail
LC News

Investiamo la politicaSiamo alla vigilia di una serie di tornate elettorali: il 24 febbraio andremo a votare per il rinnovo del Parlamento e del Consiglio Regionale e a giugno dovremo scegliere chi governerà Roma a livello comunale e municipale.

Prima di tutto, non lasciamoci prendere dal disgusto e dalla disaffezione. Non serve a nessuno e non produce risultati.

Questo invece è il momento giusto per capire cosa hanno intenzione di fare coloro che eleggeremo, per creare un rapporto e per far prendere loro gli impegni che interessano gli anziani, i disabili e le famiglie.

Li manterranno? Non lo sappiamo. Siamo però certi del fatto che, se non ci muoviamo con forza, non otterremo niente. E dobbiamo far comprendere che non esiteremo a bussare alla loro porta quando verranno eletti.

Vediamo l'esito degli incontri organizzati da Libera Cittadinanza con due candidati alle Elezioni Regionali 2013



Ecco le risposte ad alcune delle domande che ci sono pervenute tramite il modulo in basso.

Domanda

Enrico Saracini

Luca Gramazio

Onlus

Vorrei sapere perchè le visite specialistiche da effettuare in ospedale risultano sempre in lista di attesa lunghissime, mentre in entramoenia sono subito disponibili e perchè quest'ultime si devono pagare dalle 100€ ed oltre. Cosa farebbero in merito i signori candidati. grazie, rimango in attesa di una risposta in merito.

Le visite in intramoenia sono visite private in tutto e per tutto, in cui l'ospedale percepisce una quota del compenso per il fatto che mette a disposizione gli ambulatori, la reception, il CUP, ecc. Come tutte le visite private, sono immediate, perché c'è l'interesse della struttura a "fare fatturato". Costano care perché la struttura ospedaliera è molto pesante e grava nella misura del 55% circa sul costo della visita. Al medico va circa il 45% di ciò che il paziente versa e su questo importo il professionista paga le tasse. Non si può quindi addebitare al medico il costo della prestazione.

Il sistema pubblico invece ha un vincolo di bilancio molto stringente e quindi i medici non possono fare più di X visite o Y esami diagnostici al giorno perché altrimenti dovrebbero lavorare in straordinario e i soldi per lo straordinario purtroppo non ci sono.

L'unica cosa da fare è recuperare risorse per il sistema pubblico riducendo le convenzioni con i privati e cercando di ridurre il pletorico apparato amministrativo che mette in campo tanti posti di lavoro e relative clientele ma offre benefici irrisori se paragonati al costo.

Come si può immaginare ci sono resistenze formidabili da parte dei tanti gruppi di potere che si contendono questa fetta di torta.

Le liste d'attesa sono dovute all'ottuso sistema organizzativo della sanità pubblica. L'intramoenia è solo una delle tante offerte private di cui i pazienti dispongono, in nulla diverse da ciò che viene offerto dalla miriade di poliambulatori presenti sul territorio. E quindi non è "sanità pubblica".

Riformare il sistema così com'è a noi sembra impossibile. L'unica soluzione è quella di scardinarlo passando da procedure che "accreditano la struttura sanitaria" a procedure che  "accreditano il paziente", dando a quest'ultimo la possibilità di ottenere dei "voucher", coperti dal servizio sanitario regionale, che potrà spendere presso il professionista  che preferisce (pubblico o privato che sia).

Le strutture sanitarie pubbliche (ASL e Aziende Ospedaliere) sono dei potentati che controllano la politica e creano una spirale perversa che si auto-alimenta. Una volta messe in concorrenza, anche quest'ultime dovrebbero rendersi efficienti e un po' meno ottuse.

 

se io faccio una domanda che per me è giusta , voi parlate parlate e bast.Purtroppo ognuno pensa a se stesso. Prima pensare al prossimo poi a se stesso.Fin quanto ci sono persone di cento anni nei posti di prestiggio, i giovani non lavoreranno mai. Ricordate che non si vive in eterno , guadagna tanto troppo lascia tutto qua.ad una certa età si deve ritirare e lasciare il posto di lavoro ai più giovani.questa è una parte di come si trova il lavoro.grazie per chi legge questo pensiero.

Sicuramente l'avvicendamento nei posti di lavoro che richiedono dinamismo, creatività e volontà di innovazione va incentivato e i giovani devono avere più spazio. Purtroppo i vincoli di bilancio del nostro sistema previdenziale (che consuma quasi un terzo della spesa pubblica) rendono i pensionamenti anticipati una strada sempre più difficile da percorrere.

Non vi è altra soluzione che la crescita, che il nostro sistema economico imbalsamato fa fatica a conseguire.

Un impegno che le regioni devono assumersi (il Lazio in primis) è di non buttare al vento le opportunità di finanziamento di nuove iniziative che l'Europa ci offre. Abbiamo tantissimi giovani in gamba che necessitano solo di un piccolo sprone per mettere in campo la propria idea.

Quelli che Lei definisce "posti di prestigio" sono troppi. Più che sostituire le persone, molto spesso andrebbero eliminati i posti. Glielo dice uno che ha 35 anni.

Il lavoro è stato distrutto da politiche che premiano più il "non fare" piuttosto che il "fare"; da un sistema che vincola il lavoratore ad aziende decotte piuttosto che provare ad impegnarlo in nuovi settori produttivi; da un sistema di giustizia civile e da una burocrazia che disincentivano fortemente l'intrapresa.

Personalmente penso che le regioni dovrebbero impegnarsi per creare iniziative destinate ai lavoratori anziani per liberare posizioni in cui i giovani offrirebbero maggiore valore aggiunto.

I lavoratori anziani potrebbero unirsi in cooperative o associazioni che si occupino di assistenza al turismo (accompagnamento, visite guidate, sorveglianza nei musei, ecc.), assistenza alla persona (baby-sitter che servano più famiglie, badanti condominiali, accompagnatori esterni, ecc.), recupero del nostro ricchissimo patrimonio floro-faunistico lasciato a se stesso, ecc.

Parlo di iniziative che si auto-finanzierebbero e non graverebbero neanche un po' sul bilancio pubblico.

 

Non sarebbe ora che la politica non entrasse più nella sfera della sanità?

Finché la sanità sarà pubblica purtroppo la politica dovrà metterci e ci metterà bocca. Il tentativo di sottoporla a criteri privatistici (la creazione delle ASL a questo puntava) nel Lazio è fallita.

Ci sono però tanti casi in Italia di una sanità pubblica che funziona molto bene. Il problema quindi non è far uscire la politica dalla sanità, che a quel punto diventerebbe un privilegio per pochi, ma farla funzionare meglio, responsabilizzando chi la gestisce e, se necessario, cacciando via gli amministratori infedeli o incapaci.

In questo senso la regione deve solo impegnarsi a snellire e rendere trasparenti le procedure per la nomina e la revoca degli amministratori. Già questo sarebbe un grande passo.

Per far sì che la politica esca dalla sanità bisogna superare il concetto di universalismo dell'assistenza sanitaria pubblica e mettere tutte le strutture sanitarie (pubbliche e private) in concorrenza fra di loro.

Per mettere le strutture sanitarie in concorrenza fra di loro il cliente/paziente deve essere lasciato libero di decidere di chi vuole servirsi.

La sanità pubblica deve solo occuparsi di coprire le spese sanitarie di quei pazienti che, in misura maggiore o minore, non sono in grado di coprirle da se.

 

non vi vergognate di venire a racimolare voti in una onlus? ed i responsabili della onlus non si vergognano ad organizzare queste scempiaggini?

 

 

In  qualità di  responsabile della onlus mi vergogno solo del fatto che non siamo riusciti a coinvolgere un maggior numero di partiti, movimenti e schieramenti in questo dibattito pubblico sulla sanità del Lazio.

Proveremo a sentire più voci in materia di assistenza sociale gestita dai comuni in occasione delle prossime elezioni comunali di maggio.

Abbiamo la fortuna di non godere di finanziamenti pubblici di alcun genere e siamo una voce veramente libera, che opera esclusivamente a favore dei propri beneficiari anziani e disabili. Non abbiamo quindi bisogno di fare campagne elettorali per Tizio o per Caio ma semmai di creare un legame tra le istituzioni e le categorie fragili in favore delle quali operiamo.

Non pretendiamo che tutti si fidino della nostra totale buona fede. Chi non si fidasse dovrebbe tenersi a debita distanza dalla nostra realtà.

Per fare una domanda da parte di uno di loro, posta il quesito.

Chi volesse partecipare agli incontri che precederanno le elezioni comunali di Roma può scrivere a info(chiocciola)liberacittadinanza.org

Leggi tutto...
 
Rischio ASpI per gli anziani PDF Stampa E-mail
LC News

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in data 7/2/2013 ha provveduto a chiarire che il contributo A.S.p.I. da corrispondere in caso di licenziamento di un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, non è dovuto dai datori di lavoro domestico.

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L’art. 1, comma 250, della legge di Stabilità 2013 (che sostituisce interamente il comma 31 dell’articolo 2 della legge n. 92/2012) prevede che “Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, e’ dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianita’ aziendale negli ultimi tre anni”.

Si tratta di una vera e propria tassa sui licenziamenti che colpisce anche datori di lavoro domestico, i quali si troverebbero a pagare fino ad un massimo di 1.451,40 euro per licenziare un lavoratore. E la tassa andrebbe pagata anche qualora il licenziamento fosse dovuto a giusta causa: furto, violenze, insubordinazione e via discorrendo.

La circolare 140 del 14/12/2012 , che chiarisce l’ambito d’applicazione dei contributi ASpI, non menziona esplicitamente il lavoro domestico ma nemmeno lo esclude. I contratti di lavoro domestico a tempo indeterminato dovrebbero quindi essere assoggettati al contributo.

Ovviamente ci auguriamo che l’ennesima svista di chi produce leggi in questo paese venga rettificata. Non ha infatti alcun senso che un anziano che necessita di una badante venga costretto a pagare il contributo ASpI solo per il fatto che la prestazione offerta dal lavoratore non risponde alle esigenze del fruitore. Senza contare che molto spesso accade che sia il lavoratore, ben conscio di aver raggiunto i requisiti per la ottenere l’indennità di disoccupazione, a creare i presupposti per farsi licenziare!

Cosa dovremmo dire quindi ai nostri anziani? Ha un senso spingerli verso la regolarizzazione dei rapporti di lavoro? Ci sorge il serio dubbio che gli squinternati che siedono sui banchi del Parlamento e del Governo siano dei dilettanti allo sbaraglio che ancora una volta incentivano il lavoro nero e il “non lavoro”.

O ancora peggio, che ci considerino dei "sudditi" disposti a sopportare qualsiasi vessazione.

 
Petizione online PDF Stampa E-mail
LC News

Raccolta firme per assistenza indiretta
e l’erogazione di contributi economici alle famiglie

La situazione economica in cui il paese si dibatte sta creando grandi difficoltà alle famiglie che devono far fronte alla condizione di non autosufficienza di un proprio caro anziano o disabile.

I costi dell’assistenza familiare (per i badanti) hanno raggiunto livelli non più sostenibili dagli anziani, le cui pensioni sono state falcidiate dai provvedimenti di contenimento della spesa pubblica e il cui potere d’acquisto è stato fortemente ridotto dall’aumento delle tariffe e dei costi per beni essenziali. Si rileva inoltre una accresciuta difficoltà ad ottenere da parte dell’Inps il riconoscimento dell’invalidità e della conseguente indennità di accompagnamento.

Per questa serie di motivi, è necessario che le politiche sociali dei comuni, ed in particolare del comune di Roma, cambino impostazione, utilizzando le già scarse risorse disponibili in modo più efficiente e razionale e soprattutto investendo su una più ampia platea di beneficiari.

Il costo orario che una famiglia sostiene per l’ausilio di una badante è circa la metà di quello sostenuto dal comune di Roma per l’assistenza diretta. Se il comune di Roma desse spazio all’assistenza indiretta, sarebbe quindi possibile assistere un numero doppio di anziani e disabili e per un maggior numero di ore. La maggior parte di coloro che necessitano di una badante, potrebbero godere di un contributo economico da parte del comune. E il comune non spenderebbe neanche un euro in più di ciò che spende ora.

Chiediamo quindi a tutti di firmare la petizione che trovate al seguente link (cliccare qui).

Chi non fosse in grado di usare internet può contattarci allo 0683390441 e dare la sua adesione telefonicamente.

Firma la petizione >>>

Leggi anche: Più assistenza indiretta nell'agenda di Monti >>>

 
A settembre sanatoria sul lavoro irregolare PDF Stampa E-mail
LC News

Sanatoria lavoro irregolare 2012Dal 15 settembre al 15 ottobre i datori di lavoro che impiegano lavoratori in nero italiani, comunitari e extracomunitari potranno regolarizzare la loro situazione pagando un contributo forfettario di 1000 euro più i contributi per minimo sei mesi.

In questo modo i datori di lavoro potranno evitare di incorrere in sanzioni pesantissime (e pressochè certe nel caso di impiego di cittadini extracomunitari clandestini) e i lavoratori privi di permesso di soggiorno potranno finalmente vivere e lavorare in Italia senza temere la spada di Damocle dell'espulsione.

Dal 20 agosto sarà possibile fissare un appuntamento (Tel. 0683390441 per info) con un consulente dell'Associazione Nazionale Lavoratori Immigrati, nel corso del quale verificare l'applicabilità della sanatoria alla propria situazione e conoscere in dettaglio il percorso da seguire. Gli appuntamenti si tengono ogni giovedì pomeriggio presso la sede dell'associazione, in Via Labicana 64. Sarà necessaria la presenza sia del datore di lavoro che del lavoratore, entrambi muniti di documento di identità. Chiunque può chiedere di fissare un appuntamento ma i soci di Libera Cittadinanza Onlus potranno ottenere la consulenza godendo di una tariffa di particolare favore.

Una volta compresi i requisiti di accesso e la procedura operativa, i soci di Libera Cittadinanza potranno inoltrare la domanda di sanatoria personalmente oppure con l'aiuto (gratuito) dei volontari dell'associazione.

E' importantissimo accertarsi dell'applicabilità della sanatoria
alla propria situazione.

In caso di rigetto, il denaro versato allo Stato
per effettuare la domanda

NON VIENE RESTITUITO

Ecco il testo del provvedimento >>>

Vediamo adesso qualche informazione di ordine generale.
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Circoli della Salute

"I Circoli della Salute" sono il nuovo progetto di mutua assistenza leggera promosso da Libera Cittadinanza Onlus.

Con l'Alto Patrocinio del Comune di Roma.
Assessorato alle
Politiche Sociali
e Promozione della Salute

Comune di Roma

Lunedì 30 giugno il progetto dei Circoli della Salute viene presentato a Roma in Diretta su RomaUno TV.

Vai al video.

RomaUno TV

I Circoli della Salute puoi trovarli anche su

RomaNotizie.it

AbitareaRoma.net

Se vuoi saperne di più, contatta il Call Center di Libera Cittadinanza al n. 06.83390441 oppure Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

Il Progetto dei Circoli della Salute é patrocinato da

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