Non abbandonare i genitori

Finalmente agli anziani vengono riconosciute le medesime tutele sino ad oggi appannaggio solo dei bambini e (sic!) degli animali domestici: far mancare all'anziano genitore con problemi di autosufficienza, il dovuto sostegno materiale, morale e affettivo, dallo scorso 18 ottobre configura il reato di "abbandono di persone incapaci", secondo l'art. 591 c.p.

Con la sentenza numero 44098/2016, la Corte di cassazione ha infatti chiarito che anche lasciare il padre anziano da solo può costituire un'ipotesi di abbandono di persone incapaci penalmente sanzionata.

Essere stati procreati non comporta necessariamente l'insorgere di un sentimento di amore da parte dei figli. Poichè però la famiglia rappresenta un "società naturale" (art. 29 Cost.) e poichè l'art 315bis c.c. prevede che i figli debbano "rispettare i genitori", anche i figli che non amano i propri genitori, devono prendersene cura se le condizioni di salute di questi ultimi sono tali da metterne a rischio l'incolumità.

Di fatto questa sentenza è figlia del progressivo ma inesorabile sfilacciamento della famiglia, con bambini palleggiati in famiglie allargate, anziani che sempre più spesso scavalcano in buona salute la soglia dei 90 e figli, anch'essi piuttosto anziani, che si destreggiano tra genitori e nipoti da sorvegliare.

Anche i nostri "vecchietti" contribuiscono ad alimentare il proprio abbandono, nel momento in cui pretendono da parte dei figli una dedizione che questi ultimi non sono in grado di garantire. "Una madre può crescere dieci figli ma dieci figli non possono accudire una madre", è un detto quanto mai vero nella nostra società. Opporvisi e recalcitrare, pretendendo che i figli guardino all'indietro piuttosto che alle generazioni giovani, è velleitario e complica la vita dell'anziano stesso, mettendone a repentaglio la sicurezza.

D'altro canto, l'avanzare dell'età incide sulla nostra ragionevolezza e ci porta ad elaborare pensieri talvolta infantili, la cui incoerenza ci apparirebbe lapalissiana se li prendessimo in considerazione in un'altra fase della vita. E nulla si può fare per evitare che questo accada.

Qual'è quindi la soluzione al problema? Di certo non un obbligo di assistenza per legge o per sentenza. La nostra società deve elaborare soluzioni nuove e innovative, che preservino gli anziani dalle potenziali situazioni di pericolo e allo stesso tempo non martirizzino i loro (spesso anch'essi anziani) figli.

 

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