Il datore di lavro impossibile

Nello svolgere la nostra attività di ausilio agli anziani nella ricerca di badanti ci imbattiamo (fortunatamente non troppo spesso) in situazioni che sembrano “disperate”.

Parliamo di quei casi in cui i figli dell’anziano sono costretti a incontrare decine e decine di persone prima di trovarne una disponibile a lavorare per loro o per i loro cari, e di quelle posizioni lavorative in cui i badanti si avvicendano con una rapidità tale da rendere difficile la memorizzazione dei loro nomi di battesimo.

Se stiamo sperimentando una situazione di questo genere, beh… l’unica cosa da fare è “l’esame di coscienza”.

E’ infatti statisticamente assai improbabile che i “lavoratori sfaticati” si assiepino tutti intorno alle stesse persone e altrettanto raro è che tutti coloro che riusciamo faticosamente ad assumere si rivelino poi inaffidabili, pretenziosi, caratteriali o incapaci.

Vediamo quali sono gli errori che dobbiamo assolutamente evitare di commettere se vogliamo trovare un aiuto nel gestire i nostri anziani e il nostro ménage familiare.


L’Atteggiamento Padronale

E’ un atteggiamento che riscontriamo soprattutto negli anziani di buona estrazione, che abitano in zone ricche della città e vivono in casa con la famiglia di uno dei figli. Chi soffre di Atteggiamento Padronale, più che cercare una badante, va a caccia di una “domestica H24 a 5 stelle”, che indossi la salopette da cameriera, accudisca l’anziano come un infermiere professionale, pulisca la casa come Mastro Lindo e cucini con la competenza di Heinz Beck. Il sogno di questo genere di datore di lavoro è di trovare una persona deferente e discreta, che sia felice di servire a tavola l’anziano e i suoi figli per poi cenare da sola tra i piatti sporchi della cucina, che non esca mai di casa se non previa gentile concessione, che esegua gli ordini impartiti senza mai discuterli e che accetti eventuali rimbrotti senza replicare. Di fronte alla oggettiva difficoltà di reperire un lavoratore con queste caratteristiche, chi soffre di Atteggiamento Padronale si trova segretamente a fare considerazioni del tipo: “Eh… la servitù di oggi non è più come quella di un tempo…”.

Consiglio per chi soffre di Atteggiamento Padronale. E’ necessario pagare molto bene il badante, soprattutto se cerchiamo una persona convivente. Il denaro ci aiuta ad ottenere ciò che desideriamo ed è la contropartita che dobbiamo offrire affinché gli altri sopportino il nostro modo di fare. Con stipendi da 7-800 euro al mese non andiamo da nessuna parte: chi soffre di “atteggiamento padronale” deve essere pronto a sborsare dai 1200 euro in su (straordinario escluso), per sperare di trovare una persona all’altezza della situazione. Sono infatti molti i lavoratori stranieri, soprattutto orientali, ai quali l’atteggiamento padronale non pesa più di tanto, hanno un retroterra culturale che li forma alla deferenza e puntano a guadagnare in qualche anno ciò che gli servirà, una volta tornati nel proprio paese, a campare agiatamente per il resto dei loro giorni.


L’Atteggiamento Colpevole

Senza voler escludere nessuno, ci siamo resi conto che soffrono maggiormente di Atteggiamento Colpevole i mariti, le mogli o i figli che vivono (o che dovrebbero vivere) con anziani affetti da Alzheimer o demenza senile. Il nostro caro è diventato una persona impossibile? ci chiama in continuazione senza motivo? si sveglia alle due del mattino e comincia a girare per casa rischiando di cadere? molla schiaffoni inconsulti a chi gli sta accanto? si strappa improvvisamente il pannolone provocando disastri igienico-sanitari? Se abbiamo risposto di SI alla maggior parte di queste domande allora siamo degli eccellenti candidati per l’Atteggiamento Colpevole. L’Atteggiamento Colpevole si manifesta così: “Io non reggo più mio padre (o mia madre o mio marito o mia moglie) ma, dato che a lui ci tengo, cerco una badante che faccia quello che dovrei farei io ma meglio di come lo farei io! In questo modo avrò comunque assolto ai miei doveri filiali o coniugali e potrò evitare di sentirmi in colpa”. Ed ecco che arrivano richieste per badanti disponibili a dormire in camera con l’anziano e ad alzarsi ogni volta che lui emette un gemito, che di giorno lo rincorrano per farlo lavare e cambiare mentre lui urla e si oppone, che passino le 24 ore a raccattare pannoloni e a rimuovere residui vari per la casa, che si precipitino ogni volta che sentono un verso che assomigli vagamente ad un richiamo. E che per di più si occupino delle faccende domestiche e sopportino la nostra funzione di verifica e controllo. Insomma, una sorta di “badante bionica”, di quelle che neanche Steven Spielberg riuscirebbe ad disegnare per uno dei suoi più immaginifici film di fantascienza. Di fronte a badanti in continua fuga, il parente affetto da Atteggiamento Colpevole pensa: “Ma queste qui non hanno proprio voglia di lavorare!”

Consiglio per chi soffre di Atteggiamento Colpevole. Probabilmente il vostro caro non può essere seguito da una sola persona che stia con lui giorno e notte e lavori dalle 22 alle 23 ore al giorno. Anche le badanti conviventi seguono un orario di lavoro e hanno la necessità (prima ancora che il diritto) di godere di 8-10 ore consecutive di riposo. Se noi non riusciamo a dormire in stanza con il nostro caro, perché mai dovremmo pretendere che una badante lo faccia? E’ quindi necessario garantire alla badante convivente una sua camera privata in cui possa riposare tranquilla e magari assumere un badante per la notte. E se la stanza per la badante o i soldi per pagare due persone non ci sono, beh… non c’è scelta… la notte tocca a noi!!!  L’alternativa a questo sacrificio é solo una: un avvicendamento vorticoso di badanti che alla fine ci stressa ancora di più.

L’atteggiamento Delegatorio

E’ un atteggiamento che tipicamente si manifesta quando nessuno di due o più figli accetta di assumersi in proprio la responsabilità di cura dell’anziano e malandato genitore. In tal caso, cosa c’è di più semplice che “appaltarlo” ad un terzo in cambio di compenso? I figli affetti da Atteggiamento Delegatorio lasciano il badante da solo a gestire l’anziano (con tutti i problemi o le criticità del caso) e se questi li sollecita ad offrire supporto o aiuto, replicano in modo incerto e dilatorio. Ogni decisione è subordinata ad ampie consultazioni tra figli e, nove volte su dieci, il badante è costretto dalla contingenza a trovare soluzioni fatte in casa e transitorie. Quasi mai i figli sono disponibili a sostituirsi al badante in caso di necessità, diventano latitanti quando c’è da sostenere qualche spesa “extra” e quando si fanno vivi assumono l’atteggiamento tipico del “collaudatore”: questo va bene, questo non va bene, questo si fa, questo non si fa. Salvo poi sparire di nuovo. Dopo aver sopportato per un po’ - sentendosi gravato da una responsabilità che ritiene non gli competa - il badante molla il lavoro, facendo ripiombare i figli nell’angoscia di una nuova “gara d’appalto”. Dopo l’ennesima fuga si sentono molti figli affetti da Atteggiamento Delegatorio minacciare il badante di denuncia “per abbandono di incapace…”

Consiglio per chi soffre di Atteggiamento Delegatorio. ll badante non è un individuo con la vocazione al martirio. E’ necessario imparare a fare tutto ciò che lui fa ed essere periodicamente disponibili a sostituirlo per consentirgli di “prendere una boccata d’aria”. I genitori non possono essere integralmente “appaltati” ad un terzo né la propria latitanza può essere giustificata da altri doveri familiari. La frase “Anch’io ho il lavoro, mio marito (o mia moglie), i miei figli…” ha poco senso: il coniuge è un adulto autosufficiente che, in momenti critici, può anche dare una mano in più nella gestione del ménage familiare e nella cura dei figli. Né possiamo pensare che la condizione di ridotta autosufficienza di un genitore non abbia alcun riflesso sulla nostra vita. Finché il genitore c’è, noi dovremo esserci.

L’Atteggiamento Inquisitorio

Quante volte abbiamo detto o pensato “Queste badanti cercano l’anziano che viva da solo così possono fare come gli pare senza avere nessuno che le controlli…”? Se lo pensiamo ogni volta che una badante molla il nostro anziano genitore, allora siamo affetti da Atteggiamento Inquisitorio. Questo atteggiamento è molto presente nelle figlie femmine ed in particolar modo nelle figlie femmine che vivono con la mamma, e che sono costrette ad assumere una badante che le sostituisca durante l’orario di lavoro. La donna è tendenzialmente più fragile e, di conseguenza, più diffidente e permalosa, vede fregature anche dove non ci sono e cerca di imporre la propria autorità in modo talvolta scomposto (chi scrive è una donna, naturalmente). Questo è il profilo tipico della figlia inquisitrice. L’inquisitrice cerca di presentarsi inaspettatamente a casa del genitore e, appena entrata, si mette a caccia di prove che confortino la sua convinzione di essere stata fregata. Bastano due gocce d’acqua sul pavimento del bagno, una macchia di sugo sul piano cottura o un po’ di panni non stirati sulla sedia, per convincerla del fatto che la badante abbia passato tutta la giornata a fumare sul terrazzo. La reazione di stizza è, in genere, immediata. Le dimissioni della badante, di solito, altrettanto.

Consiglio per chi soffre di Atteggiamento Inquisitorio. Chiedetevi: “Lavorerei per una persona come me? Assisterei una persona come mia madre se non ne fossi la figlia?” Se la risposta è “Ma che c’entra?” allora siete affette da Atteggiamento Inquisitorio e dovete cominciare a lavorare su voi stesse. Fare la badante è già, di per sé, un lavoro molto duro. Se poi ci siete voi a fare le pulci su ogni cosa che questa fa o non fa, la convivenza diventa insopportabile. L’unica soluzione è quella di arrendersi al compromesso e all’imperfezione dell’essere umano e valutare (se ci sono) gli aspetti positivi della persona che avete in casa. Magari è dolce e sorridente, magari non sbaglia mai gli orari delle medicine, magari fa la spesa con economia. Insomma, il bicchiere ogni tanto va visto mezzo pieno invece che mezzo vuoto. E se proprio notate qualcosa che non va, fatelo presente con delicatezza e cortesia: non ve ne pentirete.

L’Atteggiamento Bellico

Soffrono di Atteggiamento Bellico soprattutto gli anziani di estrazione popolare, che si sono sudati con grande sacrificio ogni briciolina che la vita gli ha offerto. La guerra, per loro, non è mai finita. La penuria e la carestia sono dei mali incombenti. Spendere, anche per il necessario, equivale a sprecare. Ed ecco che la badante che vuole fare una doccia calda tutti i giorni diventa una “mangiapaneatradimento”; se si compra una fettina di carne di vitella vuole fare una vita di lusso alle spalle nostre; per non parlare del telefonino lasciato in carica per ore nella presa elettrica: la bolletta a quel punto va pagata a metà! Dopo qualche giorno di vita al buio e senza riscaldamento, la badante affamata, infreddolita e col telefonino scarico, se ne va. “Meno male”, pensa l’anziano affetto da Atteggiamento Bellico, “sennò, nel giro di poco tempo, mi avrebbe mangiato tutti i risparmi”. Molto meno contenti sono i figli che dovranno ricominciare la caccia alla badante economa per eccellenza. Con scarsissime probabilità di successo.

Consiglio per i figli di chi soffre di Atteggiamento Bellico. Pensare di cambiare la testa di mamma o papà è velleitario. Meglio dare in contanti alla badante l’indennità di vitto e alloggio (sono circa 150 euro al mese) e lasciare che al supermercato si compri quello che desidera mangiare. Se vogliamo evitare che durante l’inverno si trasformi in un iceberg, diamole i soldi per smezzare la bolletta del gas o della luce con il nostro genitore. L’anziano avrà l’impressione di averci guadagnato e sarà più conciliante sotto altri profili. La badante avrà l’impressione di aver spuntato un eccellente stipendio e sarà più restia ad andarsene.

L'Atteggiamento da “Doppia Morale”

Empiricamente ci siamo resi conto che l’Atteggiamento da Doppia Morale affligge soprattutto gli anziani che hanno lavorato sempre come dipendenti o le anziane che hanno fatto una vita da casalinghe. Assai spesso, purtroppo, anche i loro figlioli ne sono affetti, se vivono la medesima condizione lavorativa. Avendo sempre avuto un datore di lavoro (o un marito che aveva un datore di lavoro) nei confronti del quale reclamare costantemente i propri diritti, non dispongono degli strumenti per diventare a loro volta dei bravi datori di lavoro e tendono ad interpretare il rapporto di collaborazione domestica come una specie di contratto alla “vogliamoci bene”, in cui l’affetto conta molto più del denaro. Ed ecco che vediamo i datori affetti da Atteggiamento da Doppia Morale mostrarsi offesi quando la loro badante chiede che lo stipendio venga calcolato in conformità al contratto nazionale, e sentirsi traditi nei loro sentimenti più profondi quando, a fine rapporto, la lavoratrice gli recapita una bella letterina sindacale, pretendendo qualche migliaio di euro tra differenze retributive, straordinario e liquidazione. Non di rado accade di sentire i datori affetti da Atteggiamento da Doppia Morale fare considerazioni del tipo: “E dire che la consideravamo come una figlia…”

Consiglio per soffre di Atteggiamento da Doppia Morale. I badanti sono lavoratori dipendenti come tutti gli altri, solo che fanno un lavoro che gli altri non vogliono fare. E’ vero che i loro stipendi sono tutt’altro che abbordabili per la famiglia media, ma è anche vero che in assoluto sono i più bassi del mercato! Il datore di lavoro affetto da Atteggiamento da Doppia Morale dovrebbe innanzi tutto chiedersi: “Sarei io disponibile a cambiare pannoloni, infilare cateteri e fare clisteri per meno di 1000 euro LORDI al mese?” Se la risposta è NO, non rimane altro che sentirsi fortunati per il fatto che qualche tapino sia disposto a farlo al posto nostro. Pensare di risparmiare su chi fa lavori del genere equivale a sparare sulla Croce Rossa. E se proprio i soldi non ci sono un po’ di intraprendenza potrebbe non guastare: magari nello stesso stabile in cui vivono mamma e papà c’è qualche altro anziano che sarebbe ben contento di passare la giornata con loro per smezzare il costo della badante…

L’atteggiamento Vendicativo

L’Atteggiamento Vendicativo colpisce soprattutto gli anziani uomini di estrazione molto popolare, che sono vissuti in un’epoca in cui il lavoratore era ancora considerato uno “schiavo” senza diritti, oppure le anziane donne casalinghe che hanno sopportato un “marito padrone”. E ovviamente, li colpisce in modo tanto più virulento, quando più questo tipo di trattamento hanno a suo tempo subito.
Le vittime delle loro angherie sono prevalentemente i badanti immigrati, che vengono considerati come i nuovi “paria” della società globalizzata. Agli anziani affetti da Atteggiamento Vendicativo, dopo aver trascorso una vita aggrappati all’ultimo piolo della scala sociale, non sembra vero di acchiappare qualcuno che si sia infilato ancora più sotto. E a quel punto tentano di schiacciarlo. Li sentiamo quindi lanciarsi apertamente in considerazioni offensive sulla sua intelligenza, sulla sua capacità di fare le cose e sul suo modo di essere. Si lamentano della qualità di ogni lavoro svolto, lo sollecitano incessantemente e con indicazioni contraddittorie, e pretendono che venga loro chiesto il permesso anche solo per respirare. Per non parlare delle battute sul paese di provenienza, sul colore della pelle o sulla religione. “Tanto ha bisogno dei miei soldi” pensano. “Sopporterà le mie angherie come a suo tempo io ho sopportato le angherie di chi mi elemosinava un lavoro (o di mio marito) e mi consentiva di campare la famiglia!”.
Peccato però che nel frattempo le cose siano cambiate, peccato che i soldi elargiti (in genere non molti) sia molto facile farseli elargire anche da qualcun altro e peccato che la schiavitù sia finita! In men che non si dica questi anziani vengono mollati a loro stessi e ai loro ricorrenti pensieri che suonano più o meno così: “Questi stranieri pensano di aver trovato l’America in Italia. Ma io non mi lascio fregare…”

Consiglio per i figli degli anziani affetti da Atteggiamento Vendicativo. Con gli anziani gli scapaccioni (metaforici) non funzionano, perché tendono ad intestardirsi nelle loro convinzioni e nei loro errori. Se smettiamo di aiutarli nella ricerca di un badante “schiavo” semplicemente ci rimprovereranno di averli “abbandonati”.
Qual è allora una buona soluzione? Quella di cominciare ad organizzare gite domenicali per visitare un buon numero di amene Case di Riposo! Meglio ancora se lontane da casa. “Sai papà, sai mamma, purtroppo di bravi badanti, come vedi, non se ne trovano,” mente spudoratamente il figlio, “e quindi dobbiamo cominciare a cercare un posto dove tu sia assistito bene.” In genere il terrore di finire da soli in una casa di riposo induce l’anziano genitore affetto da Atteggiamento Vendicativo a più miti consigli. Per un po’ starà tranquillo. E se dopo qualche tempo dovesse ricominciare a far scappare i badanti, una nuova gitarella aggiusterà tutto…

L’Atteggiamento Caritatevole

L’Atteggiamento Caritatevole spesso affligge chi ha una visione del mondo molto concentrata sui propri interessi particolari e, di conseguenza, ha difficoltà nel comprendere i meccanismi universali che regolano il mercato del lavoro. Quando i Caritatevoli cominciano ad avere bisogno di assistenza, come prima cosa pensano: “Ci sono tante persone a questo mondo che non hanno di che mangiare e di che dormire. Magari offrendo vitto, alloggio e quarche soldino, posso aiutare un povero diseredato e contemporaneamente soddisfare la mia esigenza.” Ed ecco quindi che vediamo spuntare sui giornali e sui siti di annunci gratuiti, proposte del tipo: “Badante buon italiano no fumatrice libera da impegni familiari amante pulizia cercasi per anziana semi-autosufficiente. Si offre vitto, alloggio più Euro 500".
I datori di lavoro affetti da Atteggiamento Caritatevole, dopo aver faticosamente reperito un lavoratore disposto ad accettare la loro misera offerta, finiscono immancabilmente per affrontare le conseguenze della loro mancanza di lucidità. E alternativamente possono trovarsi con:  1) la casa svuotata da qualsiasi bene di valore;  2) l’anziano abbandonato dalla sera alla mattina;  3) la casa e l’anziano in ostaggio di una persona affetta da gravi squilibri mentali. Molto spesso, le persone affette da Atteggiamento Caritatevole pensano: “Nel nostro paese vengono solo i delinquenti…”

Consiglio per le persone affette da Atteggiamento Caritatevole. Poiché chi viene nel nostro paese per svolgere il durissimo lavoro di badante, del vitto e dell’alloggio già dispone a casa sua, è solo l’entità della retribuzione che spinge le persone ad emigrare. Offrire uno stipendio ridicolo attira solo i malintenzionati, gli squilibrati e chi accetta di sbarcare il lunario da noi mentre cerca un lavoro migliore altrove. Sotto sotto, inconfessata e mascherata dai buoni principi della carità, c’è l’idea di poter approfittare dell’altrui fame. Poiché però, nonostante la crisi, rimaniamo un paese opulento, dobbiamo arrenderci al fatto che di fame non muore più nessuno. E se i soldi proprio non ci sono, dovremo occuparci noi parenti del benessere del nostro caro. 500 euro al mese in più, in fondo, potrebbero farci comodo…

L’Atteggiamento da Supermercato

L'Atteggiamento da Supermercato coinvolge prevalentemente i figli particolarmente attenti agli acquisti che fanno. Se quando fate la spesa al supermercato leggete tutte le etichette prima di scegliere il prodotto, se chiedete sempre "pane poco cotto" o ordinate al norcino "tolga tutto il grasso dal prosciutto, per carità!", se siete convinti che gli animali che vivono vicino a Chernobyl abbiano tre teste, che l'eccessivo uso del telefonino faccia venire il tumore al cervello e che la mozzarella di bufala campana non vada più mangiata perché contiene metalli pesanti, allora siete degli eccellenti candidati per l'Atteggiamento da Supermercato. Ed ecco quindi questi figlioli impegnarsi nella ricerca di una badante rigorosamente filippina o sudamericana ma forte e robusta, perché il papà pesa 80 kg e va sollevato dal letto quasi di peso, oppure dolce e delicata come una cingalese ma con una padronanza dell'italiano quasi perfetta, "perché mamma ci sente poco e sennò non si capiscono", o ancora pronta a spezzarsi la schiena per pulire, spazzare, sciacquare e lucidare ma "possibilmente un po' colta e curata, che sennò la mamma si vergogna ad uscirci". Ed eccoli imbarcarsi in ricerche faticosissime e sicuramente infruttuose di "badanti geneticamente modificate", presentare alla mamma o al papà decine di persone, cercare quotidianamente su internet qualche nuova candidatura "con foto" in modo da poter valutare a priori se è il caso di incontrarla. Per poi scoprire che a ciascuna di esse manca sempre qualcosa...

Consiglio per chi è affetto da Atteggiamento da Supermercato. Le persone purtroppo non sono prodotti da scegliere come se fossero sullo scaffale del supermercato e la "badante perfetta" non esiste, soprattutto se in essa cerchiamo caratteristiche assolutamente incompatibili fra di loro. Il consiglio è di farsene una ragione e di stabilire delle priorità: se abbiamo il papà da sollevare, sceglieremo un bell'omone dell'Est Europa invece di una filippina scrocchiazeppi; se la mamma è particolarmente sensibile agli atteggiamenti affettuosi, opteremo per una orientale dolce e sorridente anche se non parla un italiano fluente; se la mamma è fissata con le pulizie, ci orienteremo su una colf "dura e pura" anche se di aspetto un po' trasandato. A quel punto, per le passeggiate sarà meglio rivolgersi ad un'amica...

Queste fattispecie di “datori di lavoro impossibili” (e abbastanza insopportabili) non esauriscono naturalmente la casistica. Se avete qualche ulteriore aneddoto da raccontarci, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L’importante però è correre ai ripari se ci si identifica un po' troppo con uno di loro...

L.F. 

 

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