Assistenza di condominio

E' palese che nel campo della non autosufficienza, il nostro sistema di welfare autogestito abbia dei limiti con i quali presto ci troveremo a fare i conti.

Da un lato infati, l'idea di affidare ogni anziano del nostro paese ad un badante è una soluzione precaria. I badanti solo di rado sono in grado di seguire adeguatamente gli anziani loro affidati: sono lavoratori non formati e interessati solo al guadagno che non di rado combinano guai o spariscono dalla sera alla mattina.

Dall'altro lato il sistema dell'assistenza residenziale, impastoiato com'è dalle prescrizioni della normativa nazionale e regionale, non è in grado di offrire un livello di servizio adeguato a costi accessibili. E l'idea di finire in "ospizio" piace poco ai nostri anziani.

Un'alternativa che sta riscuotendo un qualche successo in Emilia Romagna e in Lombardia è quella del "BADANTE DI CONDOMINIO" che altro non è che un badante condiviso fra due o più anziani autosufficienti che vivono nello stesso stabile o in stabili limitrofi. Il vantaggio di affidarsi ad un badante di condominio è che si riesce ad ottenere un aiuto rilevante a costi ragionevoli.

Infatti, se per ottenere l'aiuto di un lavoratore domestico per tre o quattro ore a settimana, saremmo costretti a sborsare non meno di 8 euro l'ora (più i relativi ratei e contributi), tre o quattro anziani che si mettessero insieme, impegnando il lavoratore per almeno 25 ore a settimana, potrebbero spuntare un accordo economico assai più vantaggioso (pari ai minimi retributivi) e spendere anche meno in termini di contributi.

E' chiaro che per condividere un badante, devono verificarsi alcune condizioni:

- gli anziani non debbono necessitare di assistenza continua,

- i tempi e i modi di svolgimento di alcune attività (la spesa, le commissioni, la farmacia, la cucina, le pulizie, ecc.) devono essere preliminarmente condivisi tra gli anziani,

- gli assistiti devono essere disponibili a trascorrere in qualche misura del tempo assieme, ad esempio per la somministrazione dei pasti.

La difficoltà di vedere soddisfatte tutte queste condizioni, unitamente all'isolamento sociale che caratterizza la vita degli anziani (e non solo) nelle grandi città, ha sino ad oggi reso estremamente limitata la portata di questa proposta innovativa.

A ciò possiamo aggiungere la riluttanza degli amministratori di condominio ad assumere personale da inquadrare al livello D1 (addetti ai servizi per persone anziane autosufficienti o assistenti all'infanzia o alla vita familiare) del CCNL dei Proprietari dei Fabbricati. Personale appunto destinato all'assistenza condivisa.

Ogni anno Libera Cittadinanza seleziona due giovani aspiranti "badanti di condominio".

Poiché si tratta di giovani volontari di Servizio Civile Nazionale,

è possibile ottenere il loro aiuto GRATUITAMENTE per sei mesi.

Al termine di questo periodo i beneficiari potranno decidere se assumere o meno il giovane assistente condiviso.

 

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